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Analisi di stabilità delle alberature con metodologia V.T.A.

Lo studio Pienocampo esegue l'analisi di stabilità delle alberature utilizzando la metodologia V.T.A.  studiata dal prof. Mattheck in Germania, che ha avuto un riconoscimento legale a livello di comunità europea.

Questo sistema di analisi si basa sull'assunto della tensione costante, ossia che la struttura biologica mira a garantire durante il suo accrescimento la regolare distribuzione dei carichi.


La metodologia V.T.A. consiste in una prima fase di analisi visuale della struttura biomeccanica dell'albero valutandone sintomi ed anomalie. I criteri sono codificati per eliminare quanto possibile la soggettività dell'analisi. Il riscontro di sintomi gravi comporta l'approfondimento  attraverso una analisi strumentale ed una quantificazione del rischio che consiste in ultima analisi nella classificazione dell'alberatura in 5 classi di rischio.

 

 

 

Classe

Definizione

A

Trascurabile

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.

B

Bassa

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero non si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

C

Moderata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni. L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questa avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello dipericolosità e, qualora realizzati, potrà modificare la classe di pericolosità dell'albero.

* É ammessa una valutazione analitica documentata.

C/D

Elevata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo  visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia drasticamente ridotto. Per questi soggetti il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell'albero. Nell'impossibilità di effettuare i suddetti interventi l'albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

* È ammessa una valutazione analitica documentata.

D

Estrema

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. * Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai, quindi, esaurito. Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

Classi di stabilità (classificazione F.R.C.)

Riassumendo i concetti precedentemente espresso il metodo VTA si svolge in due fasi:

Controllo visivo  e verifica di difetti e vitalità della pianta. Qualora l'esito risulti positivo l'analisi è terminata. Questa prima fase prende in considerazione la pianta nel suo complesso analizzando al contempo morfologia, fisiologia e biomeccanica.

Identificazione del difetto. Qualora vengano riconosciuti dei sintomi di difetti questi devono essere analizzati e quantificati attraverso un analisi più approfondita (percussione con martello tradizionale, percussione con martello ad impulsi, Resistograph) per stimare la localizzazione del punto debole e la sua espansione assiale, verifica sull'apparato radicale.

Solo per gli alberi che presentano difetti significativi viene intrapresa l'analisi strumentale.

Se dimensionando il difetto si ha la prova di un'alta probabilità di rottura e l'albero è scarsamente vitale, allora è da sostituire. Se deve essere assolutamente risparmiato, perché è un esemplare raro, allora è possibile ridurre i rischi di danneggiamento con opportuni interventi di tipo manutentivo.

L'intervallo temporale tra successive analisi dipende da molte variabili di cui in primo luogo occorre valutare l'età della piante, il suo stato fitosanitario ed il contesto ambientale in cui l'albero si trova.